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Le radici e l’evoluzione della Salsa nei luoghi di origine, Corinna Wilka email Autore URL Autore
.: Data Pubblicazione 15-Lug-2008 :: Letture:: 143413 :: Recensione :: Stampa solo questa pagina :: Stampa pagina con tutte le sottopagine:.

"Le radici e l’evoluzione della Salsa nei luoghi di origine "

L’immagine che suggerisce la parola “Salsa” rimanda ad un gustoso sugo, ad un condimento, ad un cibo succoso e saporito. Questa rappresentazione, così comune alla maggior parte delle persone, non è lontana dal significato etimologico (dal lat. “SALSA” femm. di “SALSUS” salato: Condimento semiliquido, da versarsi sulle vivande cotte, per migliorarne o variarne il gusto) della medesima parola che identifica con Salsa sia un genere musicale che una tipologia di ballo (Duany, 1984).
L’affermazione del genere musicale Salsa, alla fine degli anni 60 ha rappresentato l'ennesimo salto evolutivo nella tradizione musicale latino americana, con la creazione di una mescola di sintesi dei precedenti stili musicali, decretando anche l’affermazione a livello mondiale del medesimo ballo.
Tracce delle radici della Salsa sono riscontrabili nella cultura musicale dei paesi del Centro America come Cuba, Puerto Rico, Colombia e Venezuela. La natura ibrida e diversificata della Salsa, la contaminazione dei generi e le trasformazioni che la musica ed il relativo ballo hanno subito nella loro diffusione ogni qualvolta venivano in contatto con nuove culture, non consentono di definire in maniera certa ed assoluta la sua evoluzione nell’arco di 40 anni. Taluni affermano che la vera Salsa sia quella nata a Cuba, influenzata dal ballo nazionale denominato Son, altri preferiscono pensare che sia quella Portoricana ed altri ancora quella dello stile metropolitano di New York. Non vi è dubbio che la Salsa, come è oggi conosciuta, ha una struttura che denota come essa sia derivata dalla mescola di ritmi a lei precedenti quali il Son, la Rumba, il Mambo, la Guaracha ed il Cha Cha Cha.

Volendo spingere la ricerca indietro nel tempo si può asserire con certezza che i ritmi padri della Salsa discendono a loro volta dall'incontro in terra d'America delle tradizioni e culture rispettivamente ispano-europee ed africane.
Sin dalla fine del XV secolo, subito dopo la scoperta dell’America, i portoghesi e gli spagnoli furono i primi ad avviare il commercio degli schiavi dall’Africa al Nuovo Mondo, e con il loro carico approdarono nel continente gli strumenti, i ritmi, i canti, le religioni ed i culti di questi popoli.
Le melodie e le armonie europee presto si integrarono con i ritmi africani proprio nelle isole caraibiche, le prime ad essere raggiunte anche da Cristoforo Colombo, che per molto tempo rappresentarono il fulcro delle attività commerciali e di scambio internazionali. Poi, in tutto il Centro e Sud America si avviò il processo di “creolizzazione” favorendo la nascita dei primi generi veramente americani, non più quindi africani o europei.
Nell’arco dei secoli che seguirono le prime colonizzazioni, le Quadriglie, Contraddanze, Polche ed altre Seguidillas, insieme ad Opere Liriche, Cantici Cristiani, Marce Militari, Canti dei Marinai si fusero con le musiche e le danze africane, inca o aymarà. Le acrobatiche danze tribali, scandite da canti e strumenti di provenienza africana, dettero origine alla Capoeira in Brasile, al Laghia in Martinica ed al Kalinda a Trinidad. Alcuni Riti di Fertilità Bantù si trasformarono in Samba in Brasile, Guaguancò a Cuba, Candombe in Argentina e in Uruguay.
A Cuba il ritmo per eccellenza frutto della contaminazione delle culture, non più esclusivamente africano o europeo, fu il Danzòn, una musica ed un ballo ibrido nato dalla confluenza della contraddanza francese con i riti africani. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, in concomitanza con la proclamazione di indipendenza di Cuba (1902) iniziarono ad essere imposte alcune restrizioni in ambito socio-culturale quale il divieto di suonare i tamburi di provenienza africana (Chasteen, 2002).

Ma come spesso avviene, proprio questo divieto determinò maggior fervore nella nascita di nuove formazioni vocali per poi giungere all’affermazione a livello nazionale di una nuova forma musicale, il Son, che combinava una parte lirica “tema” con una parte ritmica “montuno”. Il Son nacque nella regione orientale dell'isola di Cuba, principalmente a Santiago e sulla catena montuosa della Sierra Maestra. Cominciò a diventare popolare nei carnevali di Santiago nel 1892 e veniva suonato con uno strumento rustico di tre corde doppie ed una scatola di legno chiamato “Tres”, ancora usato fino al giorno d'oggi. Veniva ballato sul ritmo delle percussioni di congas, claves e maracas. Era un ballo di coppia che si eseguiva con un contatto permanente dei corpi, su passi laterali, verso sinistra e verso destra, ed il suo tempo era stato recepito da un ritmo africano denominato Changui. La danza, nella sua forma originaria, si componeva di pochissime figure: si eseguiva con il corpo più che con i piedi.
Con tali caratteristiche fu diffuso dalle zone montane ai centri urbani, quando, nel 1878, abolita la schiavitù, grandi masse di neri nullatenenti si spostarono in cerca di fortuna verso le città. L'Avana rappresentava la capitale politica ed artistico-culturale di Cuba e favorì il Son nella fase di approdo e nella fase di rielaborazione e di rilancio con caratteristiche vicine ai gusti degli europei. Mentre le classi meno abbienti avevano accettato il Son nella sua originaria conformazione, la borghesia di Cuba e la sua componente europea contribuirono a trasformarlo in una danza aperta ai gusti occidentali.
Le trasformazioni più significative del Son si ebbero dopo la prima guerra mondiale. Ricchi imprenditori e grossi commercianti bianchi si trasferirono stabilmente all'Avana e la consistente circolazione di moneta incrementò notevolmente l'attività dei locali serali e notturni, con particolare riferimento agli spettacoli musicali e coreici. Il Son entrò nel repertorio dei ritmi proposti agli stranieri; ma per essere bene accolto fu opportunamente riadattato, sia attraverso l'introduzione di figure aperte e camminate, concepite per lo spettacolo, sia attraverso la graduale attenuazione dello spinto erotismo che lo caratterizzava inizialmente.
In tal modo, il Son conservava la sensualità della tipica danza cubana, ed al tempo stesso la mitigava recependo alcune raffinatezze coreografiche di scuola europea. Ad inizio secolo, a Cuba, arieggiavano melodie e ritmi che sarebbero stati i padri diretti dell'odierna Salsa, ma la diffusione di massa doveva ancora attendere parecchi decenni.

In maniera equivalente al Son, il Mambo diventò internazionale alla fine della seconda guerra mondiale, quando le grandi case discografiche Nord Americane, assetate di nuovi prodotti per il proprio mercato, produssero tanti talenti latino-americani. La diffusione nel mondo della musica del Mambo e della relativa danza fu dovuta a personaggi della storia della musica e del cinema come Celia Cruz (interprete di Guantanamera), Frank Grillo, Perez Prado, Xavier Cugat e ad Abbe Lane, sua moglie e danzatrice dalla mosse arditissime che sul grande schermo ballò non solo il Mambo ma anche il Cha Cha Cha diventandone la regina.
Alla fine degli anni Quaranta furono molti i musicisti ed i gruppi cubani che cercarono, e trovarono, fortuna in giro per le Americhe. Uno dei massimi rappresentanti fu Tito Puente assieme al suo compatriota portoricano Tito Rodriguez, che a New York costituirono presto due tra le più famose Big Band del Nord America di tutti i tempi.
Il Mambo, così come suscitò interessi e passione nelle masse giovanili e nel pubblico più aperto mentalmente, parimenti, incontrò ostilità, preconcetti e divieti da parte delle autorità religiose e civili che in esso vedevano pericolosi modelli devianti per i propri giovani. In Messico e nel Sud America le figure di danza del Mambo, che finalmente abbattevano alcuni tabù in merito al contatto tra uomo e donna, furono giudicate oscene dalla classe aristocratica e dalla chiesa.
Ma a nulla poterono le critiche, le condanne e i boicottaggi: il Mambo aveva la forza di un ciclone, e come tale, spazzò via ogni ostacolo. Con Puente e Rodriguez la prima generazione di musicisti messaggeri della cultura musicale Latino-Americana si era affermata sul mercato discografico americano e mondiale, incontrando i gusti del pubblico occidentale senza tradire la tradizione ritmica e melodica delle loro origini.

Negli anni 50 al successo del Mambo si aggiunse quello del Cha Cha Cha, che nacque incidentalmente da una variazione ritmica del Mambo osservata in alcuni ballerini dal suo creatore Enrique Jorrin. Jorrin per definire in modo univoco il Cha Cha Cha, che andava assumendo precisi connotati rispetto a Danzòn ed al Mambo, scelse una denominazione che faceva direttamente riferimento alla triplice marcatura della base ritmica da parte dei danzatori. L’artista era un attento osservatore di ciò che succedeva in pista, oltre ad essere un bravissimo arrangiatore e, mentre ad una festa eseguiva un mambo, notò che alcuni ballerini non effettuavano la pausa sul battito lento (slow), ma continuavano a muovere i piedi in chassè (i tre movimenti del cha cha cha). Quei ballerini, pur non avendone piena consapevolezza, stavano eseguendo un movimento significativo dal punto di vista coreico, tanto è vero che Jorrin ne fu positivamente colpito e ne tradusse un nuovo genere musicale.
Il nuovo genere si diffuse rapidissimamente sulla scia del Mambo e delle ormai numerosissime orchestre che, prevalentemente in America ed in tutto il mondo facevano ballare milioni e milioni di persone.

Tra la fine degli anni ‘40 e gli anni ‘50 si ebbe la maggiore diffusione di questi generi musicali e l’esplosione del boom dei balli di coppia latino-americani.

L’affermazione di altri generi musicali come il Rock’n’Roll sin dalla seconda metà degli anni ‘50 e poi del Pop, ed il cambio generazionale, all’inizio degli anni ’60, sembrò per un momento arrestare l’irrefrenabile avanzata delle Big Band di impronta latino-americana sul mercato Nord-Americano e mondiale, e conseguentemente vi fu anche una flessione per i locali che ospitavano sale da ballo per musica latino-americana.

La rottura degli equilibri fino ad allora esistenti fra le etichette discografiche Major determinò, dalla fine degli anni ’50 e per tutti gli anni ‘60, la creazione di nuove etichette indipendenti e specializzate in aree tematiche.
All’alba del Rock Moderno, del Pop, del Reggae e della Disco-Music, nella seconda metà degli anni ’60 una nuova generazione di musicisti latino-americani si strinse intorno ad una nuova etichetta discografica latina denominata Fania Records, nata a New York City. Questa seconda generazione di musicisti, per lo più provenienti dal Barrio Latino di NYC, di origine cubana, portoricana, colombiana, panamense, seppero confezionare un nuovo genere musicale eterogeneo che rappresentava una sintesi di ritmi latini, africani, jazz e blues.

Con un’abile operazione commerciale venne coniato il termine “Salsa” con il quale, pur non rinnegando la sua origine ispanico-afro-caraibica, venne lanciato il nuovo prodotto musicale, figlio dei quartieri di New York, arrivando più direttamente al pubblico angloamericano. Era iniziata l’era commerciale della Salsa, così come la conosciamo, che fece conoscere questo ritmo al grande pubblico. Per tutti gli anni ‘70 l’America visse l’età dell’oro della Salsa, con produzioni musicali irripetibili, ma il ballo doveva ancora attendere un ventennio per la sua massima diffusione a livello mondiale. Dopo il successo degli anni ‘70, negli anni ’80 l’interesse per il genere musicale Salsa nel mercato Nord-Americano andò raffreddandosi. Il temporaneo declino del genere Salsa Newyorkese coincise con l’ascesa del genere della Salsa Cubana moderna che, seppur con minor impeto commerciale, ebbe il suo momento di crescita negli anni ‘80 ed il suo apice negli anni '90.

Al contempo l’interpretazione degli stili di ballo iniziava a diversificarsi da città a città e da nazione a nazione, ed il processo di contaminazione ed evoluzione del genere musicale iniziò a verificarsi anche per lo stile del ballo, assorbendo elementi delle culture che toccava, rafforzando il concetto di “Salsa” (acrobatico e spettacolare a Los Angeles, elegante a NYC, ecc.).
Nella seconda metà degli anni ‘90 la Salsa tornò alla ribalta sia nella forma forte che nella forma moderata e romantica, conquistando molti fans fra i giovani americani ed europei, e conoscendo una nuova stagione di diffusione globale. Nell'ultimo decennio la musica ed il ballo Salsa, in tutti i suoi stili e contaminazioni, ha raggiunto ogni angolo del pianeta diventando in assoluto il genere musicale ballato in coppia più popolare dei nostri tempi, fenomeno sociale di massa e di costume.

Fig. 1. La Salsa come sintesi di diversi generi musicali: a “mixture of mixtures”

La tesi per intero è scaricabile al seguente indirizzo: "L'esperienza del Ballo in Coppia"

 


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